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So che non so quel che non so; invidio coloro che sapranno di più, ma so che anch'essi come me, avranno da misurare, pesare, dedurre e diffidare delle deduzioni ottenute, stabilire nell'errore qual è la parte del vero e tener conto nel vero dell'eterna presenza di falso. (M. Yourcenar, L'Opera al nero) 
DIARI
Dell'educarsi a superare le frustrazioni
18 dicembre 2015
Quando viene Natale ricordo con nostalgia tutti i regali che ho chiesto e non ho avuto, oggetti, che ho consumato con gli occhi sul retro dei miei Topolino che le illustravano. 
Volevo, volevo, volevo ...ma quanto lo volevo.... il dolce forno. 
Ma un Natale prima o forse uno dopo ho ricevuto un meraviglioso Ciccio Bello con una fantastica carrozzina rossa. 

Volevo..... la maglieria magica. Ma in un altro Natale , mi fu concesso il bagno della Barbie. 
Volevo una Barbie con le gambe che si piegassero, non rigidissima e tutta dura come la mia. Ma, forse non per Natale e senz'altro non in quel Natale, mi arrivarono i pattini e il libro piu bello dell'Universo, "I pattini di argento".

Ecco, i ricordi della mia infanzia sono legati anche a momenti di delusione. 

Credo che fosse una questione di educazione. I miei genitori valutavano certi regali troppo costosi e inutili, e quindi non li comprovano. Beh posso dire che l'educazione alla rinuncia è un grande insegnamento, è questo saper fare a meno che nella vita rende forti. Educarsi a sopportare la frustrazione di non poter avere tutto e subito ci rende persone libere.

 Non abbiate paura di deludere i vostri figli. Chi sa accettare la sfida del trovare in se stesso risorse per reagire alla delusione di una cosa che gli viene negata, sia un oggetto, un amore o (peggio che mai)  un lavoro diventa un uomo più forte. 

E sarà un uomo più felice.

Grazie mamma e papà: Buon Natale.



permalink | inviato da SabrinaDiNapoli il 18/12/2015 alle 18:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
Ciò che non si può dire talvolta si pensa
11 dicembre 2015
Vabbè lo confesso. Mi trattengo - per educazione e sensibilità -dallo scrivere sul diario di un ex

 onorevole IdV, scrivere cosa? Beh che ogni volta che leggo quel che scrive mi viene una triste consapevolezza. 

Mi chiedo come ho fatto a stare in un partito con qualche eletto così culturalmente povero. Il

 soggetto non è una brutta persona in senso di persona, ma semplicemente una persona

 "politicamente inutile". Di Pietro non è stato e non era "politicamente inutile" ( politicamente sciocco magari si). 

Anche altri nomi non sono stati politicamente inutili, ma ci sono certi eletti che sono eletti in funzione

 oggettuale. Non devono dire e fare nulla. Una squadra di oggetti politicamente inutili. Ora io dico se

 rappresenti i cittadini devi essere utile, non inutile. La politica non serve a farti guadagnare un lauto

 stipendio serve a me , cittadino, per essere rappresentato nel modo migliore. 

Puoi pure essere uno che si va a fare il cammino di Compostela, puoi essere pure una brava

 persona, ma se sei completamente politicamente inutile, ritirati. 

Ci hai pure il vitalizio. Fallo . Ti prego.



permalink | inviato da SabrinaDiNapoli il 11/12/2015 alle 14:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
Il rapporto tra inutile, politica e cultura
25 agosto 2015
Cio che non è utile , nel senso piu ampio del termine è del tutto inutile. 
Inutile è dunque la politica. Un centro per l'Impiego che non aiuta a  trovare lavoro. Un amore che non rende felici ma tristi e soli.  

Liberarsi dell'inutile aiuta a vivere meglio,ma per ogni cosa inutile c'è qualcuno che la sfrutta e ne gode. 

La lotta sociale oggi è concepibile anche nel senso di questa frattura.  in funzione del concetto di inutilita. Per qualcuno è inutile il matrimonio,  per altri è utilissima la scuola pubblica. Quanto al diritto del lavoro, beh il diritto del lavoro è utile finche esiste il lavoro, come congeniarlo se a favore di una parte o dell'altra lo decide la massa che lo utilizza.

 Sarà piu utile un diritto che tutela che lavora da dipendente o chi lavora da dirigente?Se invece di ragionare sui programmi politici ci accordassimo sul senso dell'utilità delle scelte politiche forse riusciremmo ad avere maggioranze intelligenti, in funzione di messaggi intelligenti. .

E' del tutto palese che i richiedenti protezione non sono utili  a nessuno, ma l'utilità correlata e indiretta è nel sistema internazionale che governa un diritto "umano" che ci tutela tutti come individui. Questo essere tutelati è  utile. 

Mentre è del tutto inutile la burocrazia, se non per far lavorare qualcuno e massimizzare le possibiilità di corruzione. 

Il gattore distorsivo IGNORANZA incidendo sul concetto di valutazione di utilità però rende del tutto inutile un ragionamento serio fondato sul principio dell'utilità. Quindi la sola cosa importante e utile trasversalmente è la diffusione della cultura. Bene trasversale. Valido per tutti. 
Quindi l'unica ragione nobile che incide sulle scelte di ciascuno in senso positivo sono le scelte che genrano cultura. ottima cultura. Cosa dicevamo della scuola pubblica?

Sulla cultura politica il discorso è a parte. La cultura politica è una questione elitaria. Bisogna rendersene conto. Ora e sempre. La lega spopola perchè lo sa.I liberali invece soccombono sempre, 



permalink | inviato da SabrinaDiNapoli il 25/8/2015 alle 5:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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